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Come pulire i mobili di legno (e cosa non usare mai)
Di Giovanni Crema, titolare di Linearredi · Aggiornato il 3 novembre 2026
Per pulire i mobili di legno basta quasi sempre un panno morbido appena umido, passato nel verso della venatura e seguito subito da un panno asciutto. Il resto, cere, spray, rimedi della nonna, serve molto meno di quanto si pensi, e alcuni prodotti fanno più danni della polvere. Il punto è che non tutti i mobili di legno sono uguali: un noce a cera, un laccato e un intarsio vogliono attenzioni diverse. Qui trovi come si pulisce ogni finitura, cosa non usare mai e come togliere le macchie più comuni. C’è anche un prodotto che quasi tutti hanno sotto il lavello e che rovina le finiture a cera in poche settimane: lo trovi più avanti.
Come pulire i mobili di legno: il metodo base
Per la pulizia di tutti i giorni dei mobili di legno si usa un panno in microfibra asciutto per la polvere; una volta ogni tanto un panno inumidito con acqua tiepida e una goccia di sapone neutro, ben strizzato, passato nel verso della venatura e asciugato subito. Niente alcol, ammoniaca, candeggina o spugne abrasive.
Le due regole che contano davvero sono il panno ben strizzato e l’asciugatura immediata. L’acqua che resta sul legno entra nelle giunture e nei bordi, gonfia le fibre e lascia aloni bianchi. Il verso della venatura, invece, evita di spingere lo sporco dentro i pori.
- Prima la polvere, sempre a secco. Strofinare su una superficie impolverata con un panno bagnato significa graffiarla con la polvere stessa.
- Poi il panno umido, con acqua tiepida e pochissimo sapone neutro, come il sapone di Marsiglia sciolto.
- Infine il panno asciutto, subito, sulla stessa zona.
Ogni finitura vuole la sua pulizia
Prima di scegliere il prodotto, guarda la finitura. È lei che decide cosa si può usare.
| Finitura | Come si pulisce | Cosa evitare |
|---|---|---|
| Legno a cera o gommalacca | panno asciutto; cera d’api una o due volte l’anno | acqua abbondante, sgrassatori, alcol |
| Legno verniciato | panno umido con sapone neutro, poi asciutto | abrasivi, solventi |
| Laccato | panno in microfibra appena umido | cere, prodotti lucidanti, spugne ruvide |
| Intarsio | solo panno asciutto e morbido | acqua, che può sollevare i tasselli |
| Foglia oro o argento | pennello morbido per la polvere | qualsiasi liquido, anche solo acqua |
I mobili in noce a cera e gommalacca
Sono i mobili classici più delicati e, se trattati bene, quelli che invecchiano meglio. Nel catalogo Kasa, per esempio, si legge che la finitura è eseguita usando prodotti naturali come la cera e la gommalacca: una superficie che respira e che non ama né l’acqua né i detergenti. Basta il panno asciutto, e una o due volte l’anno una cera d’api stesa sottile e lucidata a mano.

Su una vetrina come questa c’è anche il vetro. Il detergente per vetri va spruzzato sul panno, mai direttamente sull’anta: le gocce che colano sulla cornice di legno sono la causa più comune degli aloni ai bordi.
I mobili laccati
La lacca è una superficie chiusa: lo sporco resta sopra, e per questo si pulisce facilmente. Serve solo un panno in microfibra appena umido. La cera invece è da evitare, perché sulla lacca non penetra e lascia uno strato opaco che trattiene la polvere. Sui profili in oro dei laccati, il panno non si passa: si spolverano con un pennello morbido.


La vetrina in noce e la credenza laccata blu sono in questo catalogo
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Gli intarsi
Un intarsio è fatto di tanti piccoli pezzi di legni diversi, incollati a filo. È bello proprio perché ogni legno ha il suo colore, ma per lo stesso motivo l’acqua lo mette in difficoltà: i tasselli si muovono in modo diverso l’uno dall’altro. Panno asciutto, sempre, e nessun prodotto spray.


Il tavolino intarsiato e la sala della copertina sono in questo catalogo
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Cosa non usare mai sui mobili di legno
Ecco il prodotto promesso all’inizio: lo spray multiuso per superfici. Quasi tutti contengono alcol o tensioattivi forti, e molti anche silicone. Sul momento il mobile sembra lucido; nel tempo l’alcol scioglie la gommalacca, e il silicone crea una pellicola che rende quasi impossibile ritoccare la finitura. La lista completa di quello che va lasciato nell’armadietto:
- alcol e ammoniaca, che opacizzano cere e vernici;
- candeggina e sgrassatori, che macchiano il legno in modo permanente;
- aceto puro, troppo acido per le finiture naturali;
- pulitori a vapore, che portano calore e umidità insieme, il peggio per le giunture;
- spugne abrasive e pagliette, anche quelle “delicate”.
Come togliere le macchie più comuni
Prima di qualsiasi rimedio, prova su un punto nascosto, per esempio il fianco interno di un’anta.
- Alone bianco di un bicchiere. È umidità rimasta sotto la finitura. Spesso sparisce da solo in qualche giorno; se resta, va trattato da chi restaura, non con i rimedi casalinghi.
- Cerchio di una tazza calda. Il calore ha alterato la cera o la vernice. Non strofinare: chiedi al rivenditore come intervenire su quella finitura.
- Cera di candela. Lasciala indurire, toglila sollevandola con una spatola di plastica, poi passa il panno asciutto.
- Piccoli graffi. Sui legni a cera spesso basta una passata di cera d’api del tono giusto; sui laccati serve un ritocco del colore.
Gli errori che rovinano il legno anche senza pulirlo
Il legno soffre più per dove sta che per come si pulisce. Tre attenzioni valgono più di qualsiasi prodotto:
- il sole diretto, che scurisce il noce e ingiallisce le lacche chiare in modo non uniforme;
- i termosifoni vicini, che seccano il legno e possono aprire le giunture;
- l’aria troppo secca d’inverno, che fa lavorare il legno più del dovuto.
Se stai scegliendo un mobile nuovo e vuoi capire quale finitura è più adatta a come vivi la casa, sulla pagina delle nostre finiture trovi legni, laccati e foglia oro uno accanto all’altro. Per altri consigli prima dell’acquisto c’è la guida su come scegliere i mobili, e nelle domande frequenti trovi le risposte su campionari e personalizzazioni. Se vuoi saperne di più sulla vernice naturale dei mobili antichi, la voce gommalacca della Treccani spiega da dove viene.
Scarica i cataloghi delle foto di questo articolo
Le foto di questa guida vengono da due nostri cataloghi: Infinity Style, con le sale e i tavolini in noce intarsiato, e Classico Barocco, con le vetrine in noce e i laccati colorati. Scaricali gratis; gli altri li trovi tutti e 18 nell’Area Privati.

Catalogo Infinity Style
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Catalogo Classico Barocco
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